TERENCE HILL PROTAGONISTA DELLA STAGIONE TELEVISIVA. VINCE CON "DON MATTEO 7", MA "DOC WEST" NON CONQUISTA IL PUBBLICO!
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Scritto da Signor Format
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Lunedì 14 Settembre 2009 17:18 |
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Da una parte una miniserie (su Canale 5), dall'altra una storica fiction giunta alla settima edizione (su Rai1). Il protagonista è un attore che ha dimostrato di sapere calarsi perfettamente nei panni di personaggi molto lontani tra di loro, nonostante la sua carriera sembrava inchiodarlo per tutta la vita nei film western, assieme al suo fido compagno di avventure Bud Spencer. Parlo di Terence Hill che in questo inizio di stagione si "scompone" dando vita al personaggio di Don Matteo nella settima edizione della fiction in onda su Rai1 dal titolo "Don Matteo 7" che tanto piace agli italiani. Sul fronte Mediaset aria di novità con la miniserie in due puntate dal titolo "Doc West" che oltre allo stesso Terence Hill vede partecipare l'attrice Ornella Muti.
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Settembre 2009 17:39 )
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RITORNANO LE SERIE TV PIU' AMATE E ESORDISCE CON SCARSO SUCCESSO "THE MENTALIST" SU ITALIA 1
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Scritto da Signor Format
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Venerdì 04 Settembre 2009 13:17 |
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Serialità televisiva all'orizzonte. Sono partire nuove stagioni di serie tv che già conosciamo e hanno fatto il loro esordio proprio in questi giorni nuovi prodotti seriali che forse conosceranno l'amore dei telespettatori oppure verranno chiusi nel dimenticatoio.
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Settembre 2009 13:39 )
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SPUNTI DAL “ROMA FICTION FEST” APPENA CONCLUSO: IL MADE IN ITALY AFFOSSATO DA CONTRASTI E MAGAGNE
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Scritto da Telesociologo
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Domenica 12 Luglio 2009 16:42 |
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E’ calato il sipario sulla 3° edizione del Roma Fiction Fest, con la solita passerella di titoli e soprattutto di divi chiamati ad imperversare nella prossima stagione televisiva, ma anche con qualche spunto di riflessione e di valutazione che vale la pena citare, beninteso senza alcuna pretesa di bilancio, che risulterebbe poco utile e quasi inappropriato per un evento del genere. Spunti di senso, in grado d’indicare le direzioni intraprese e inseguite dal settore, oltreché sintomatici dello stato in cui versa l’industria di casa nostra: uno stato purtroppo indecoroso, che questa edizione del festival ha confermato in pieno, a dispetto del battage promozionale. Unico faro della manifestazione, è stata la masterclass che ospitava gli autori di “Lost”, insieme all’interprete Matthew Fox; scontato ogni elogio per la levatura della serie, tra le righe abbondavano indizi che testimoniano il divario immenso tra quelle scritture e ciò che invece ci si può aspettare da noi, almeno nel momento attuale. E’ sconcertante in effetti, sentire Carlton Cuse e Damon Lindelof definire le loro sceneggiature con termini quasi di disimpegno, in opposizione ad altra tv dal carattere “predicativo” o intellettuale, quando da noi persino le produzioni più impegnate ormai si mantengono lontanissime da quelle valenze; e non sorprende allora, vedere i fans e gli aspiranti colleghi di quei professionisti affannarsi a carpirne ogni ispirazione di ambito tecnico, trascurando i ben più importanti fattori culturali che determinano il divario.
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90210 NON FA RIVIVERE IL MITO DELLA SERIE CULT DEGLI ANNI 90'. CANCELLATO DAL PALINSESTO!
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Scritto da Signor Format
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Giovedì 09 Luglio 2009 06:25 |
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La nostra Mafaldita ci aveva visto giusto! Il ritorno di "90210" nel Prime Time di Raidue non poteva decollare ed è così che l'operazione "nostalgia" è clamorosamente fallita. D'altronde in un'atmosfera alla "Gossip Girl" era facile prevedere un fiasco, visto che ciò che caratterizzava un telefilm cult come "Beverly Hills 90210" era a suo modo anche la "semplicità" dei caratteri che definiva ogni personaggio della serie.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 09 Luglio 2009 06:44 )
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SPECIALE FICTION:BOCCIATI I POLIZIESCHI, BUTTA LA LUNA E L'ORRIDO "IL SANGUE E LA ROSA". LA PERLA DELLA STAGIONE E' "AGRODOLCE", IL ROMANZO POPOLARE DI RAITRE
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Scritto da Telesociologo
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Domenica 05 Luglio 2009 09:08 |
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Il genere poliziesco, che pure richiede scritture almeno di minima consistenza, tuttavia continua ad imperversare senza particolare ispirazione. I prodotti nuovi o di recente collaudo sono costruiti su personaggi d’impatto, visivo o verbale come potrebbe dirsi rispettivamente de “Il commissaro Manara” e “L’ispettore Coliandro”, mentre le serie iperstagionate rinunciano a sviluppare temi contrari alla morale familistica: una carabiniera lesbica in “RIS 5”, una pseudo-detective incompresa dal marito in “Provaci ancora prof 3”, e un commissario gay in “Distretto di polizia 8”, hanno subìto una comune censura letteraria sulle valenze delle rispettive vite sentimentali, almeno per ora. Si salva a stento “Squadra antimafia”, prodotto sviluppato con sufficiente spessore da nobili presupposti (l’ambizione di porsi come ideale sequel del “Il capo dei capi”), ma anche pieno di dilungaggini e di trabocchetti narrativi, espedienti che sacrificano la tenuta dell’impianto al solo scopo di produrre tensione e suspense nel telespettatore, tanto nel suo ciclo di media serialità quanto in prospettiva di ulteriori sviluppi (che sicuramente ci saranno, visto il successo ottenuto). Proprio l’abuso dell’impianto seriale, è uno dei guai più riscontrati in assoluto tra le fiction italiane durante questa stagione 2008-09: il caso più eclatante è forse “Butta la luna 2” – ma lo stesso potrebbe dirsi in proporzione per miniserie più brevi come “Fidati di me” – dove le ridondanze, i pleonasmi, la dilatazione delle vicende, hanno devastato il soggetto di partenza – un peccato madornale, per produzioni dal taglio chiaramente prosociale come quella con Fiona May – trasformando la fruizione in uno strazio che difficilmente potremo dimenticare. Anche qui le eccezioni sono poche, e appartengono non a caso a concept di stampo datato, come “O professore”. Ma abbiamo visto disastri anche peggiori, pur meritevoli almeno di non avere un formato di lunga serialità: dal film-tv “4 padri single”, la cui sceneggiatura sembrava una bozza, incompiuta e scampata ad ogni occhio capace di minima revisione, al mini-feulleton “Il sangue e la rosa”, un orrido campionario di narrazione grossolana ed effetti truculenti, oltre alla recitazione infima di Gabriel Garko che ha finito per trascinare nel baratro anche i nobilissimi Virna Lisi e Giancarlo Giannini (più di quanto non avesse fatto 2 anni prima, con “L’onore e il rispetto” di cui purtroppo vedremo il sequel nel prossimo autunno…).
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 05 Luglio 2009 09:47 )
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