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La bruttina più amata della tv, e celeberrima grazie ai numerosi adattamenti nazionali e a versioni d’impatto mondiale come l’hollywoodiana “Ugly Betty”, ha una gemellina in età scolare: è la protagonista de “Il mondo di Patty”, serie prodotta in Argentina per Televisa col titolo originale “Patito feo” (in chiaro richiamo al modello d’ispirazione, la colombiana “Yo soy Betty la fea”) e trasmessa in Italia da Disney Channel, dove sta ottenendo un seguito crescente. La serie si distingue per la sua freschezza e modernità, nonostante attinga alle tradizioni locali della telenovela come riferimento per il concept. Patty è infatti una 14enne che si trova a conoscere il suo vero padre in circostanze ignare, che vedono sua madre Carmen giostrarsi tra gli intrighi di una banda di truffatori, capeggiati dalla sua rivale Bianca; a complicare l’esistenza di Patty interviene anche la coetanea Antonella, che è sua antagonista sia in amore, per la conquista dell’ambìto Matias, sia a scuola, nel laboratorio che organizza un musical di discreto livello artistico.
Sulle volute somiglianze col personaggio della mitica Betty, la caratterizzazione della protagonista non lascia dubbi: Patty, impersonata da Laura Natalia Esquivel, indossa un apparecchio ortodontico e occhiali vistosi, sfoggia una pettinatura fuori moda, fa parte delle “Popolari” che è il gruppo outsider in competizione con le “Divine”, e ha l’aria più timida e insicura di tutti nel suo ambiente, con gesti persino ai limiti del naif, come il dito in bocca dopo le scene in cui subisce intimidazioni e ludibrio. Uno spazio importante in ogni puntata è riservato alle canzoni, che le teenagers eseguono in gara per la preparazione dei loro spettacoli, in versioni estese e con contorno coreografico; così l’ambientazione scolare non manca di proiettare la rappresentazione dei giovanissimi verso il mondo adulto, attraverso le esibizioni in grado di procurare opportunità di carriera professionale alle collegiali, che compongono un folto stuolo di personaggi. E attraverso gli intrecci che coinvolgono insegnanti e genitori, “Il mondo di Patty” pone gli adulti in in rilievo uguale se non addirittura superiore agli adolescenti, assumendo dunque l’identità di una serie per famiglie più che prettamente per ragazzi, come invece si potrebbe arguire in generale dall’impianto favolistico e in Italia anche per via della collocazione finora limitata al canale Disney. La sceneggiatura, manco a dirlo, brilla con una forza ormai dimenticata nelle produzioni nostrane e poco inferiore a quella migliore serialità statunitense, ad esempio nella capacità di ravvivare le gag di stampo classico con spunti originali; e anzi, a tratti supera addirittura quei modelli in termini di fruibilità, vantando un ritmo veloce che non impedisce agli eventi di sedimentarsi nella memoria del telespettatore, oltre ai dialoghi frizzanti che non rinunciano ad esprimere valori e contenuti importanti. Leggerezza e consistenza, insomma, dimostrano qui di poter convivere benissimo, in una formula narrativa tra le più evolute. E con un fiore all’occhiello come il cagnolino di Patty, un bassotto non relegato al ruolo di mascotte ma anzi protagonista attivo di molte azioni e con un’ottima recitazione, questa telenovela giunta alla sua seconda stagione in Argentina sembra avviata a divenire uno dei capisaldi della commedia. Un modello di stile, per ogni contesto produttivo.
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