"IL COLORE DEI SOLDI" NON CONQUISTA IL PUBBLICO. RITORNA "PRENDERE O LASCIARE" CON ENRICO PAPI, MA SENZA FICO E MONTI!
Scritto da Signor Format
Lunedì 19 Ottobre 2009 12:54
L'access Prime Time è diventata soprattutto negli ultimi anni una fascia televisiva che fa gola ai pubblicitari soprattutto grazie al successo di prodotti consolidati nelle rispettive ammiraglie Rai e Mediaset. Carlo Conti (con le sue nuove "professoresse") da anni ormai ha trovato la sua fortuna in "L'eredità" lasciata in "patrimonio" da Amadeus che dopo l'addio al programma non ha conosciuto rincuoranti destini professionali .
Su Canale 5, anche se non ottiene di certo i risultati esaltanti del quiz di Conti, si difende molto bene l'unico quiz che in quella fascia riesce a non cadere in malora (dopo l'insuccesso di "Sarabanda" questa estate con la conduzione della coppia Mamuccari-Rodriguez) con l'inossidabile Gerry Scotti e il suo "Chi vuol essere milionario?".
Ad essere in crisi, dopo la pessima idea di interrompere momentaneamente il ciclo di "La ruota della fortuna" è Italia 1 dove dall'inizio di questa stagione televisiva è andato in onda un nuovo format dal titolo "Il colore dei soldi". Il protagonista non è cambiato e si tratta sempre di Enrico Papi che dopo il successo del riadattamento di "La ruota della fortuna" accanto a Victoria Silvstedt ha preso in mano questo nuovo quiz, non di certo con la stessa fortuna.
"TRIBU' MISSIONE INDIA", LA RECENSIONE CHE NON SCRIVERO' MAI!
Scritto da Signor Format
Venerdì 25 Settembre 2009 08:56
La recensione di quel programma non la scriverò mai, anzi, ora scrivo una non-recensione immaginando quello che sarebbe successo se il reality show ("flop" ancora prima di cominciare) "Tribù-Missione India" fosse mai andato in onda su Canale 5.
Un "vissuto" molto tribolato quello dell'unico reality show programmato da Mediaset, quello che doveva aprire in grande stile i battenti della nuova stagione dell'intrattenimento lasciando poi spazio al re dei reality, al "Grande Fratello" che come è noto essendo la decima edizione trasmessa, festeggerà allungandosi fino a cinque mesi.
I problemi per "Tribù-Missione India" sono stati innumerevoli e quando qualcuno sembrava essersi risolto ecco che subentra il ben più grave ostacolo legato a problemi col satellite e di fatto veniva impedita la comunicazione "live" tra la conduttrice in studio e i concorrenti e il tutto doveva essere registrato. Praticamente si perdeva l'anima del reality, un pò come era successo a tempi del primo "Survivor" italiano che si rivelò fallimentare proprio per questo motivo, mentre "spopola" altrove.
DALLA FUCINA DI ZELIG CINQUE PRIME SERATE CON I COMICI PIÙ POPOLARI...MA CHE IDEA ORIGINALE..!
Scritto da Signora Format
Martedì 21 Luglio 2009 14:54
Non bastava il fatto che il palinsesto autunnale di Canale 5 fosse totalmente privo di nuovi programmi, così, tanto per non farci mancare niente, la rete ammiraglia Mediaset decide di realizzare ben cinque speciali con i quattro comici più popolari di Zelig: Checco Zalone, Ale e Franz, ed Enrico Brignano al quale sono affidate addirittura due puntate.
L'ETERNO RAGAZZINO GIANNI MORANDI TORNA SU RAI UNO CON L'ENNESIMO ONE MAN SHOW...
Scritto da Signora Format
Lunedì 20 Luglio 2009 15:09
È un genere televisivo impegnativo, dalla struttura elaborata, che ha in sé come prerogativa fondamentale il talento, e le capacità artistiche di chi conduce, protagonista assoluto della scena: è il “one man show”, appuntamento ormai fisso, da anni, del palinsesto di Rai uno. Lustrine, pailettes e sketch: si può riassumere così la vera essenza del varietà televisivo delle origini. Il primo, andato in onda nel lontano 1954, “Un, due, tre” con Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi, era caratterizzato da queste componenti, unite al teatro di rivista e all'avanspettacolo. Le profonde modificazioni avvenute nel tempo, soprattutto a partire dagli anni Ottanta con la nascita della tv commerciale, hanno trasformato e contaminato questo genere, stravolgendone il linguaggio televisivo. Mentre prima il successo del varietà era affidato completamente alla bravura e al carisma dei conduttori, oggi anche se lo chiamiamo col termine americano “one man show”, in realtà si basa su di una serie di componenti che vanno a supportare e a colmare il ruolo dell' “unico uomo” sulla scena. Gianni Morandi sembra possedere quel carisma che ai fini dello share diventa vincente.