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| Scritto da FUSCO | ||||||
| Lunedì 08 Febbraio 2010 17:29 | ||||||
![]() Chi si aspettava una puntata evento, una puntata “scossone”, un nuovo corso per Amici, beh ieri ha avuto una cocente delusione. Per giorni e giorni siamo stati bombardati da claim del genere “Doppia sfida, doppia eliminazione”. Ah si? Beh siamo stati gabbati tutti dalla Sanguinaria e dal suo tetro clan, che ci ha riservato una sorpresa ben poco gradita. Al termine delle due sfide, entrambe vinte dai bianchi, i due eliminati erano i pupilli della maestra Celentano: il cubano Rodrigo e la rossa peperina Borana. Un duro colpo per l’algida maestra di classico,insomma. E invece no: sorpresa delle sorprese, ad abbandonare il programma (manco a dirlo) è stata è solo Borana. Il perché? Beh perché fra i due candidati all’eliminazione c’è stata una sfida estemporanea (le solite improvvisazioni di Ezralov) e la conseguente scelta fra i due da parte della commissione. Con un plebiscito, che manco ai tempi della DC si era mai visto, resta nella scuola il fenomeno (?) Rodrigo. Ma mi domando e dico: a che pro tutta questa macchinosa tarantella? Sarebbe dovuta essere una manipolazione acchiappa audience? Beh certo il programma non poteva privarsi dei più bravi già dalla quinta puntata. E allora a cosa è servita l’esibizione di Loredana, quando già si sapeva che comunque in un modo o nell’altro c’era la possibilità di salvarsi? E perché “privare” i bianchi di una meritata vittoria e di una conseguente eliminazione nella controparte? Sintomi e segni di una decadenza ormai senza freni: l’età dell’oro è ormai conclusa, Marco Carta è felice e beato in altri lidi. Ma gli accanimenti della Di Michele non sembrano cambiati da quella settima edizione ad oggi: la vittima sacrificale è l’irascibile Enrico, che ha addirittura voluto esaminare una performance sanremese della sua “nemica”. Mossa squallida: la Di Michele non sarà la Mannoia, ma è pur sempre un’insegnante, con un ruolo serio da rispettare. E il solito Jurman, che pur di andare contro la rivale storica, direbbe che il pavimento dello studio quest’anno è fucsia. Insomma, la solita Casa Vianello (con tutto il rispetto per Raimondo e Sandra). Ma le discussione e gli alterchi non terminano qui: sebbene in veste più fetish. Continua la never ending story fra la puritana Elena e il pruriginoso Garofalo. Lui taccia lei di essere bigotta, maleducata, di essere una mera esecutrice, vuota, spenta. Per lei le coreografie del maestro (tanto simile a Verdone nei modi) sono un’accozzaglia di feticci, orgiastiche, volgari, “pagliacciate”. In questo caso credo che la virtù stia nel mezzo: dobbiamo ammettere che le coreografie del romanaccio Garofalo sono molto forti, d’impatto, saturano l’occhio di colpo. Ma è pur vero che una ballerina deve plasmarsi a modo e maniera del coreografo, ed evitare falsi moralismi e scenate varie. Altro errore, a mio avviso, è stato quello di bruciare la carta “contratti discografici” in una puntata giù pregna e molto lunga. Le buste dell’ “Enel” ,soprannominate così dai ragazzi, sono state scartate a notte fonda, e senza un minimo di pathos, tutto in maniera molto asettica. Cribbio, avete vinto dei contratti con delle major italiane, non un cesto di salumi vari!!! Emma e Pierdavide, direi che hanno stravinto: tre contratti fra cui scegliere alla salentina tutto pepe, e ben quattro opportunità per il post moderno Rino Gaetano. Cocente delusione per i “fenomeni” Matteo e Loredana che dovranno “accontentarsi” (diciamo così) di un’unica proposta di contratto. Idem per Enrico, sicuramente graziato per mano della “Defi” che stravede per lui.
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