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LA BIBBIA GIORNO E NOTTE, spettacolo ambiguo ma tv civile PDF Stampa E-mail
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Scritto da Telesociologo   
Domenica 12 Ottobre 2008 12:35

La religione diviene spettacolo, come sempre in tv, ma stavolta in forme originali, realizzando un curioso mix d’intrattenimento e contenuti civili: “La Bibbia giorno e notte”, maratona dedicata alla lettura del testo sacro dei cristiani, si è conclusa ieri su Rai Uno, dopo una diretta ininterrotta di 7 giorni sul secondo canale digitale di Rai Educational, con i crismi essenziali di un evento mediatico ma dai tratti sobri, persino più di quanto avvenga nelle ordinarie messe domenicali.

Un progetto voluto da Giuseppe De Carli, storico vaticanista della Rai, per uno scenario quantomai intimista: nella chiesa romana di S. Croce in Gerusalemme, suggestiva nelle riprese a varia luce diurna e notturna, un semplice leggio collocato su una piccola teca e rialzato da una bassa pedana ha ospitato fedeli di varia qualifica, che si avvicendavano in qualità di lettori, cedendo sporadicamente il passo ad esecuzioni musicali e canore di ogni epoca e stile, il tutto senza commenti né applausi.

Lo sfondo però non rinunciava al ledwall, pur armonizzato con i colori degli affreschi che adornano l’abside; e per il gran finale, si sono mobilitate cori e colonne sonore di monsignor Marco Frisina che evocavano atmosfere da fiction agiografica, insieme ai vip più televisivi, da Beppe Fiorello a Milly Carlucci.Ma è proprio dai vip, che deriva l’effetto più ambiguo dell’evento: dalla curiosità di sentir leggere le Sacre Scritture con convinta inflessione recitante, ad emozioni ben più ciniche per le magagne dell’accento dialettale che caratterizza la dizione persino degli attori navigati, fino allo straniamento che sorge nel vedere le invettive moraleggianti dell’Apocalisse in bocca a personaggi dall’indole dissacrante e intrigante come Renzo Arbore, per non dire dei politici appartenenti ad ogni schieramento e posizione.

Non che gli altri lettori di provenienza più vicina al mondo della gente comune possano vantare la palma della credibilità, beninteso, se consideriamo il contesto in cui l’evento ha visto la luce, ossia un’Italia dilaniata da divisioni e diffidenze ad ogni livello della vita civile.

Almeno per la religione invece, la tv è tornata a riunire gran parte delle realtà istituzionali nel nostro Paese, tra enti locali, ministeri, e organismi anche di altri culti, oltre naturalmente alle strutture della Rai, con in prima fila il network educazionale di Giovanni Minoli, sempre inappuntabile ad eccezione delle riprese audio non stereofoniche sul satellite (pecca comune a molti canali Rai, va detto).

Al di là dei crismi mediatici, questa produzione dedicata alla Bibbia resta dunque un importante documento culturale, il documento finalmente “vivo” oltreché unitario di un testo che sicuramente continuerà ad influire molto sulla storia dell’umanità nel futuro che ci riguarda; e c’è da prevedere, anzi persino da suggerire, esperimenti del genere per i testi sacri dei culti non cristiani, con progetti che da noi assumerebbero ovviamente una funzione più divulgativa. Ad esempio una maratona dedicata al Corano, in italiano anche se con le dovute avvertenze della tradizione islamica che ne esigerebbe la lettura in arabo, ma è anche da iniziative come questa che la tv può trarre nuovo slancio di prestigio.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 12 Ottobre 2008 12:39 )