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| FOCUS SU “BARBARESCHI SCIOCK”, PROGRAMMA CROSS-MEDIALE (?) DAGLI ASCOLTI MOLTO BASSI |
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| Scritto da CHIARA | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 15 Febbraio 2010 14:28 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() In onda il venerdì in prima serata su La7, “Barbareschi Sciock” ha sancito il ritorno in televisione di Luca Barbareschi, conduttore e anche autore del programma -insieme a Flavio Andreini e Fulvio Cipriano-. Dopo la terza serie della fiction “Nebbie e Delitti”, trasmessa da RaiDue tra settembre e ottobre 2009, il 22 gennaio 2010 Barbareschi è approdato a La7 dando il via alla sua nuova trasmissione, della quale sono previste dodici puntate rigorosamente in diretta (siamo alla quarta, ndr). La regia è affidata a Cristiano D’Alisera, già regista –tra le altre cose- di programmi come “Libero” (2001) e “Assolo” (2002). “Barbareschi Sciock” può essere definito un “anomalo talk show”(o, a scelta: un talk show che vuole essere anomalo). Il sito di La7 lo presenta come un programma che “ruota attorno ad una serie di interviste intriganti a personaggi famosi e non: tre palchi e una passerella saranno teatro di incontri insoliti e sorprendenti”. La rete, dunque, così come ha fatto lo stesso Barbareschi durante la promozione della sua nuova creatura televisiva, insiste sul fatto che l’obiettivo dello show è quello di stupire, spiazzare, provocare il pubblico –come si evince piuttosto chiaramente dal titolo-. Altra fondamentale caratteristica del programma dovrebbe essere la cross-medialità, cioè l’interazione tra media comunicativi diversi, la possibilità di mettere in connessione l’uno con l’altro i principali mezzi di comunicazione, che –nel caso specifico- sono la televisione (ovvio), web, blog, social network ed il -solito!- telefono. “Noi useremo tutti i mezzi per far sì che voi siate con noi e noi con voi, per questo sms, video… Tutto entrerà nel programma, che sarà molto cross-media”: così parlava Barbareschi a metà gennaio, presentando il programma al pubblico, e aggiungeva: “ho una grande voglia di tornare in televisione a fare lo showman come ho fatto tante volte nella mia vita”. Shock (abbastanza numerosi), cross-medialità, un brillante ed entusiasta Barbareschi, uno studio degno di nota ed interviste/ospiti originali: sono queste le premesse “promozionali” sulle quali si basa la prima serata di La7 e –questa sì che è una vera sorpresa- non proprio tutte vengono smentite. Lo studio è –effettivamente- notevole, grazie alle scenografie di Alida Cappellini e Giovanni Licheri. Barbareschi, gli ospiti ed il corpo di ballo (quattro ballerine “burlesque” vestite con un body bianco e con una cuffia/copricapo luminosa) si spostano tra due palchi grazie ad una passerella che “attraversa” il pubblico, mentre il terzo palco è destinato alla Rimbamband, un sestetto di jazz-kabarett che interviene a più riprese durante ogni puntata. Giordano Bruno Guerri –scrittore, giornalista e storico- svolge il ruolo di intellettual-opinionista della trasmissione e, spesso interpellato direttamente dal conduttore, rivolge agli ospiti osservazioni e domande assolutamente “colte”. Il fulcro del programma sono le interviste: in ogni puntata, Barbareschi ospita diversi personaggi con i quali affronta il tema della serata, tema che spesso si rivela solo un pretesto per approfondire la conversazione. Il fil rouge della quarta puntata è stata la magia, con angeli, demoni, astrologia ed intercettazioni (argomento, quest’ultimo, sul quale il conduttore è tornato più volte) come corollari. In generale, l’obiettivo delle “chiacchierate” è quello di indagare e mostrare dei diversi punti di vista sulla realtà -meglio se trasgressivi, audaci o convenzionalmente poco convenzionali-. Mike Tyson, Costantino Vitagliano -in una bara-, Sergio Rubini, Carlo Petrini, Eva Henger –sdraiata in un letto-, Victoria Donda -figlia di desaparecidos-, James Partridge, Maurizio Cavallo –che dichiara di essere stato rapito dagli ufo-, Rosalinda Celentano -seduta su una gigante mezzaluna argentata-, Fabrizio Corona e Maddalena Corvaglia -entrambi immersi in una vasca da bagno-, Pierfrancesco Favino -su un lettino da analista-: sono solo alcuni dei protagonisti delle interviste dell’incontenibile Barbareschi (incontenibile nel senso che, a volte, parla più dell’intervistato di turno). Tra un’intervista e un intervento musicale, si scorge –quindi- anche qualcosa che può far pensare alla cross-medialità -così come è stata definita sopra-: Barbareschi legge alcuni dei brevi messaggi che appaiono sul maxischermo che fa da sfondo al palco principale e… Novità! Non si tratta solo di semplici sms ma “entrano” a far parte del programma anche i commenti di facebook e i tweet di twitter. Viene, poi, riesumata la segreteria telefonica: davanti ad un telefono, il conduttore ascolta i messaggi lasciati dagli spettatori che hanno deciso di chiamare (uno su tutti: “Luca sei il più grande paraculo vivente!”). L’idea non è certo “scioccante”, ma è soprattutto durante questi momenti di contatto con il pubblico che il conduttore mostra davvero di essere un esperto showman e di saper sostenere –conferendole un certo ritmo- una diretta di due ore e mezza. Diretta che, dopo la fine di ogni puntata e sempre all’insegna di un incrocio tra diversi mezzi di comunicazione, prosegue nel blog della trasmissione con confessioni del conduttore/di alcuni degli ospiti e con altri commenti del pubblico. “Barbareschi Sciock” è passato dal 2,24% di share del debutto all’1,39% di quest’ultima puntata, la quarta. Il programma non soddisfa tutte le aspettative create da spot vari e dal conduttore -soprattutto per quanto riguarda la “promessa” di una molteplicità di shock- ma lo show si presenta comunque come un’interessante alternativa ai secolari “CSI” e “I Raccomandati”.
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