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| FESTIVAL DI SANREMO SECONDO ATTO, ALTRO RECORD DI ASCOLTI. ELIMINATI VALERIO SCANU E I SONHORA. NINA ZILLI E LUCA MARINO TRA I GIOVANI PASSANO IL TURNO! |
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| Scritto da PAOLO | ||||||
| Giovedì 18 Febbraio 2010 10:35 | ||||||
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Con l’immagine del teatro Ariston sormontato dalla Torre Eiffel e sulle note di “dance Paris dance”si apre la seconda serata del Festival di Sanremo, una puntata, dedicata a riascoltare i Big rimasti in gara, ma soprattutto dedita a conoscere le Nuove Proposte di questa edizione 2010. Antonella Clerici, appena arrivata sul palco saluta subito il magnifico corpo di ballo proveniente direttamente dal Moulin Rouge di Parigi e puntualizza la grande importanza di avere una compagnia così prestigiosa sul palco del Festival, ricordando che come Sanremo festeggia i suoi primi 60 anni, anche il cabaret più famoso al mondo festeggia un compleanno importante quest’anno; i suoi primi 120 anni. Dopo questa breve introduzione, la presentatrice si rilancia a capofitto nelle dinamiche della gara e a differenza della prima sera, possiamo definire questo secondo appuntamento della kermesse canora, molto positivo dal punto di vista della conduzione. Ciò non ha fatto altro che giovare agli ascolti che in questa seconda serata sono addirittura aumentati fino a toccare il 43,87% di share e 10 milioni e 164 mila spettatori. Il maggiore picco di ascolto è stato raggiunto nel momento dell'ingresso del "Tryo" dei tre ex bambini ora cresciuti di "Ti lascio una canzone" (Gianluca Gnoble, Ignazio Boschetto e Piero Baron). I tre tenori reduci da “Ti lascio una canzone”, si prestano ad offrire un piccolo pensiero a Rania di Giordania, secondo ospite della serata, a cui cantano “O sole mio”. Il terzo ospite a salire sul palco dell’Ariston è invece Michelle Rodriguez, direttamente dal film “Avatar”, con cui Antonella si diverte a scherzare circa le sembianze assunte dalla conduttrice nel proprio avatar, reso possibile mediante una “speciale macchina”, che a noi sembra a tutti gli effetti un lettino abbronzante. Sul capitolo ospiti vorrei solamente sottolineare l’intelligente scelta di invitare la Principessa di Giordania, che non ha solo dato lustro alla trasmissione ma ha anche conferito una scarica di eleganza al programma, e inoltre ci ha permesso di conoscere una principessa umile e che non si tira indietro neanche di fronte ad alcune impertinenti domande della conduttrice. Alcuni "accorgimenti" avrebbero migliorato lo spettacolo. Primo grande errore è stato quello di segregare i Giovani in seconda serata e di far riascoltare le canzoni dei Big nella prima parte della diretta; sicuramente sarebbe stato meglio alternare le due categorie, o comunque lasciare più spazio alle nuove proposte che hanno impegnato il palco per un lasso di tempo veramente ristretto. Il secondo punto che non ci ha convinto è la totale assenza di rapporto tra la presentatrice e gli artisti in gara, dopo le canzoni infatti gli interpreti si fiondano dietro le quinte senza scambiare neanche una parola con la conduttrice. Passando alle canzoni degli Artisti in gara, possiamo dire che il secondo riascolto ci ha chiarito molto le idee, soprattutto ci ha permesso di distinguere le canzoni in quattro grandi categorie, quelle piatte e monotone, quelle di più spiccata dinamicità, quelle da eliminare e i nuovi tormentoni. Appartenenti alla prima categoria, ovvero al gruppo di quelle che non attirano ne per bellezza, ne per critiche negative, sono sicuramente Irene Grandi con “la cometa di halley”, Malika Ajane con “rincomincio da qui” e Valerio Scanu con “Per tutte le volte che”. Chi non convince per niente è Enrico Ruggeri. Ruggeri però non è solo, nel gruppo di coloro che meritano l’eliminazione, infatti ci inseriamo anche Povia che, prima di tutto al secondo ascolto ci fa assaporare la bellissima melodia, ma purtroppo non possiamo assaporare con altrettanta goduria le parole, che non solo sono poco poetiche ma che non suggeriscono alcuno spunto di riflessione sul tema su cui il cantante ha incentrato la canzone. Chi invece ci convince sempre di più sono: - Noemi con “Per tutta la vita” ,che al secondo ascolto ci fa assaporare maggiormente il graffio della canzone ma soprattutto la sua bellissima voce; - Fabrizio Moro con “Non è una canzone”, che potremmo definire il più originale ma sicuramente non il cantautore con la canzone la più bella; - Irene Fornaciari con “Il mondo piange”, che al secondo ascolto convince di più ma allo stesso tempo ci conferma definitivamente la convinzione che i Nomadi siano solamente un’inutile contorno per la canzone, solo un valore aggiunto al titolo; - Sonhora con “Baby”, che portano finalmente qualcosa di giovane sul palco dell’Ariston; - Marco Mengoni con “Credimi ancora”, che ci stupisce sempre per la voce realmente stratosferica, ma purtroppo un po’ meno per la canzone. Nella “categoria” tormentoni, entrano invece di diritto invece, Simone Cristicchi con “Meno male” che con il suo “Sarkonò, Sarkosi” sta già facendo ballare e Arisa con “Malamoreno” che come al solito si riconferma in questo cliche di canzoni, che qualcuno definisce “future suonerie da cellulari”. Il vero cuore della gara, però, a mio avviso doveva essere incentrato sui cinque giovani che si sono esibiti ovvero: 1) NINA ZILLI con “L’uomo che amava le donne” Si presenta con una voce molto bella che però rende poco in questa canzone (per capire meglio basta ascoltare un’altra sua canzone “l’amore verrà”). Oltre alla canzone poco convincente non possiamo non sottolineare la sua presenza scenica quasi nulla. 2) BROKEN HERT COLLAGE con “Mesi” Troviamo i due ragazzi molto emozionati e ben poco intonati. Causa emozione o cosa?!? Ascoltandoli in radio, la loro canzone è definibile una delle migliori della categoria, con un sound giovane anche se non possiamo non notare una strana somiglianza con Beautiful Soul di Jesse Mccartney. Nonostante la penosa esibizione, bella canzone! 3)MATTIA DE LUCA con “Non parlare più” Propone una canzono troppo anonima, senza un ritmo coinvolgente. La melodia è troppo lenta e la canzone troppo “impegnata” per stupire; 4) JACOPO RATINI con “Su questa panchina” Si presenta con un look giusto ed accattivante, ma la canzone è molto semplice, ripete molte volte le stesse parole e lo stesso motivetto, forse un po’ troppo “elementare” per Sanremo. 5)LUCA MARINO con “Non mi dai pace” La canzone è molto strana soprattutto per la frase “tu per me sei sole cielo e lacrime”, è un inciso molto caratteristico e caratterizzante, che la rende interessante ed orecchiabile. Tutto questo è anche accompagnato da una voce molto precisa e puntuale. Dopo la chiusura del televoto, aperto in precedenza per decidere i nomi dei due cantanti da mandare alla finale, Antonella Clerici legge il verdetto, che vede passare alla fase successiva: LUCA MARINO e NINA ZILLI. Sicuramente è stata una decisione difficile per il pubblico e per l’orchestra (anch’essa votante), soprattutto perché si sono presi la responsabilità di lasciare a casa gli BROKEN HERT COLLAGE, che hanno sicuramente dal punto di vista discografico una marcia in più e avrebbero portato una ventata di novità alla finale del Festival. Il secondo verdetto interessa invece i Big in gara, ovvero i nomi che arriveranno alla finale di sabato. Dalla votazione della giuria demoscopica non passano: Sonorha e Valerio Scanu. A mio avviso l’eliminazione di questi tre ragazzi è stata un po’ “cattiva”, soprattutto perché in gara rimangono artisti con molti meno diritti di continuare a calcare il palco dell’Ariston, basti pensare ancora una volta a Povia o Ruggeri. Delle due ci dispiace maggiormente la perdita dei Sonhora che come abbiamo già affermato hanno proposto una canzone incisiva, ma soprattutto dal ritmo giovane. L’unica speranza è aspettare in ripescaggio e incrociare le dita…. Con questo augurio vi do appuntamento a stasera alle ore 21.10 per la terza puntata del Festival della Canzone Italiana, dove verranno presentati il secondo gruppo dei cantanti della categoria “Nuova Generazione”. Buona Visione!
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| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Febbraio 2010 20:00 ) |




